Passato (definizione): Tempo trascorso o ciò che in esso è accaduto.
E un giorno realizzi di avere un passato. Una storia da raccontare anche tu. Che hai vissuto esperienze belle e hai anche commesso errori. Ma almeno la tua vita non è un'enorme pagina bianca. Almeno hai qualcosa da dire. Qualcosa da condividere. Condividere con chi vuoi tu. Solo con chi vuoi tu.
Cosa raccontare e chi svelare i minimi particolari..bhè, questo è una scelta personale.
C'è chi non ha filtri e dice tutto a tutti. Chi invece aspetta una certa confidenza prima di sbilanciarsi.
Il passato può essere un bel ricordo, uno di quelli che ti fa sorridere. Oppure può rabbuiarti il volto.
Può essere bello da condividere. Ci puoi ridere insieme. Oppure può farti male. Ma male davvero. A raccontarlo, ma anche ad ascoltarlo.
E' vero. Il passato è passato. Non esiste più. Ma è esistito. C'è stato.
E a volte si rimpiange quel che c'è stato. A volte si ricorda con affetto quel che c'è stato, ma non c'è più adesso. E se poi si tornasse a cercare quel che non c'è più?
Ci sono persone poi capaci di essere gelose di quello che qualcun'altro ha potuto vivere senza di loro. Ed è una brutta, bruttissima sensazione. Perchè sai che quel qualcun'altro in quei momenti era felice. Felice anche senza di te. Senza di te, che neanche sapeva che esistevi.
Ed è un circolo vizioso. Perchè non puoi essere geloso di qualcosa che nemmeno sapevi che potesse esistere. Ma poi, irrazionalmente, lo sei. E allora capisci che non sei geloso solo del passato, ma sei geloso del presente e anche del futuro di quell'altra persona che ti sta raccontando qualcosa di sè. E diventi geloso di una maglietta, di un biglietto e perfino di una canzone. Perchè vorresti che tutto di quella persona sia anche un pò tuo.
Poi realizzi che anche tu hai un passato. Un passato di cui l'altro non faceva parte. Che anche tu hai vissuto. Anche tu hai avuto magliette, biglietti e canzoni.
E che se ora tutte quelle cose fanno parte del passato vuol dire che un motivo c'è. Che quel passato in qualche modo ti ha portato al presente dell'altro. E forse dovresti essere solo felice di aver avuto quel passato, perchè ora sei qui.
martedì 12 aprile 2011
venerdì 8 aprile 2011
Quel posto che non c'è
Ci sono luoghi che hai nel cuore. Sono i luoghi che ti hanno vista crescere, sbagliare, ridere, disperare e cambiare. Sono luoghi di cui conosci ogni odore, che riconosci al primo respiro.
Luoghi, che ogni volta che torni ti sembra di rivivere tutte quelle avventure che ti sono successe. E le rivivi come in un velocissimo rewind, dall'inizio fino al presente.
E sono luoghi in cui non hai paura di sbagliare di nuovo perchè sai che ti riaccoglieranno, ti regaleranno il loro panorama migliore e ti aiuteranno a ricordare che ti sei alzato anche in passato, a fatica, ma hai puntato le braccia al suolo e sudando un pò ce l'hai fatta. Luoghi in cui ti sei rifugiato nei momenti più neri e che non volevi lasciare per paura di affrontare la vita vera.
Luoghi in cui se ci ritorni felice e completa quasi si emozionano per te. Luoghi che vorresti far conoscere a tutti coloro a cui vuoi bene, ma che pochi sanno apprezzare.
Io il mio luogo magico ce l'ho. E lo condivido solo con chi voglio e so che comprende.
Luoghi, che ogni volta che torni ti sembra di rivivere tutte quelle avventure che ti sono successe. E le rivivi come in un velocissimo rewind, dall'inizio fino al presente.
E sono luoghi in cui non hai paura di sbagliare di nuovo perchè sai che ti riaccoglieranno, ti regaleranno il loro panorama migliore e ti aiuteranno a ricordare che ti sei alzato anche in passato, a fatica, ma hai puntato le braccia al suolo e sudando un pò ce l'hai fatta. Luoghi in cui ti sei rifugiato nei momenti più neri e che non volevi lasciare per paura di affrontare la vita vera.
Luoghi in cui se ci ritorni felice e completa quasi si emozionano per te. Luoghi che vorresti far conoscere a tutti coloro a cui vuoi bene, ma che pochi sanno apprezzare.
Io il mio luogo magico ce l'ho. E lo condivido solo con chi voglio e so che comprende.
domenica 20 marzo 2011
Amore disperato
Si dice sempre che sia colpa di Walt Disney.
Che siano stati i suoi cartoni animati a inculcare in noi femminucce l'idea stereotipata del Principe Azzurro e dell'amore con la A maiuscola. Un amore puro, disinteressato, candido e genuino. E se volessimo seguire alla lettera quello che ci insegnano quei film, dovrei anche aggiungere alla lista casto e canterino.
Dunque, sarebbe colpa delle varie Biancaneve, Cenerentola e Bella che noi ci struggiamo per le pene d'amore ogni giorno.
Ma noi davvero cerchiamo questo tipo di amore?
Forse fino ai tre anni. Poi cresciamo. Il cervello si sviluppa e iniziamo ad ascoltare la musica. Le canzoni. Di qualisiasi genere. Non importa.
Le canzoni parlano di un altro tipo di amore. Quello DISPERATO. E secondo me è proprio quello che ci distrugge.
Siamo plagiate da tutti quei versi meravogliosamente scritti che fanno passare un amore malato e assurdo per la cosa che noi desideriamo di più al mondo. Lo scopo della nostra esistenza in reltà diventa quello di sistruggerla.
Iniziamo a desiderare un amore che ci fa stare male, solo per poter poi cantare a squarciagola quelle canzoni e poter dire "Ecco, sì, parla proprio di me. E' la mia storia!".
E tutte noi abbiamo avuto un amore assurdo. Un amore che non ti fa dormire.
Che ti fa strappare i capelli.
Che ti fa mancare il fiato per ogni cosa sbagliata.
Che ti sveglia in piena notte.
Che ti fa piangere un giorno sì e l'altro anche.
Che insomma, non è l'amore che Mr Disney ci aveva promesso.
Quindi non è proprio colpa sua se ci roviniamo gran parte dell'adolescenza e post adoloscenza (l'inizio è quasi sempre quello, ma la fine non ha scadenza), ma bensì di tutti i fantastici autori di canzoni. Grazie.
Ma poi arriva un giorno in cui senti una canzone e ti accorgi che tu non vuoi più immedesimarti nella stronza protagonista di turno, non hai più voglia di piangere su note struggenti solo perchè ti ricordano quanto tu sia sfigata.
C'è un momento in cui ti tornano in mente le principesse e decidi che vuoi un amore come il loro. Davvero. Forse togliendo la parte della castità e delle melodie canticchiate con gli uccellini.
E vuoi poter guardare negli occhi la persona che ami e dirgli che lui non è "tutti i miei sbagli", ma è solo il tuo "tempo reale".
Che siano stati i suoi cartoni animati a inculcare in noi femminucce l'idea stereotipata del Principe Azzurro e dell'amore con la A maiuscola. Un amore puro, disinteressato, candido e genuino. E se volessimo seguire alla lettera quello che ci insegnano quei film, dovrei anche aggiungere alla lista casto e canterino.
Dunque, sarebbe colpa delle varie Biancaneve, Cenerentola e Bella che noi ci struggiamo per le pene d'amore ogni giorno.
Ma noi davvero cerchiamo questo tipo di amore?
Forse fino ai tre anni. Poi cresciamo. Il cervello si sviluppa e iniziamo ad ascoltare la musica. Le canzoni. Di qualisiasi genere. Non importa.
Le canzoni parlano di un altro tipo di amore. Quello DISPERATO. E secondo me è proprio quello che ci distrugge.
Siamo plagiate da tutti quei versi meravogliosamente scritti che fanno passare un amore malato e assurdo per la cosa che noi desideriamo di più al mondo. Lo scopo della nostra esistenza in reltà diventa quello di sistruggerla.
Iniziamo a desiderare un amore che ci fa stare male, solo per poter poi cantare a squarciagola quelle canzoni e poter dire "Ecco, sì, parla proprio di me. E' la mia storia!".
E tutte noi abbiamo avuto un amore assurdo. Un amore che non ti fa dormire.
Che ti fa strappare i capelli.
Che ti fa mancare il fiato per ogni cosa sbagliata.
Che ti sveglia in piena notte.
Che ti fa piangere un giorno sì e l'altro anche.
Che insomma, non è l'amore che Mr Disney ci aveva promesso.
Quindi non è proprio colpa sua se ci roviniamo gran parte dell'adolescenza e post adoloscenza (l'inizio è quasi sempre quello, ma la fine non ha scadenza), ma bensì di tutti i fantastici autori di canzoni. Grazie.
Ma poi arriva un giorno in cui senti una canzone e ti accorgi che tu non vuoi più immedesimarti nella stronza protagonista di turno, non hai più voglia di piangere su note struggenti solo perchè ti ricordano quanto tu sia sfigata.
C'è un momento in cui ti tornano in mente le principesse e decidi che vuoi un amore come il loro. Davvero. Forse togliendo la parte della castità e delle melodie canticchiate con gli uccellini.
E vuoi poter guardare negli occhi la persona che ami e dirgli che lui non è "tutti i miei sbagli", ma è solo il tuo "tempo reale".
lunedì 7 marzo 2011
Felicità
..è avere un brutto pensiero, ma scacciarlo subito perché sai che puoi stare tranquilla!
lunedì 28 febbraio 2011
I think I'm paranoid
Stasera in piscina ho passato dieci minuti di delirio. La piscina mi ha sempre fatto questo effetto, non so perchè. Pedalavo, pedalavo sulla mia hydrobike e la mente volava. E io mi sono trovata ad avere il battito accelerato, il respiro pesante, mal di stomaco e le lacrime agli occhi. Esistono questi momenti in cui mi sento pazza. Pazza perchè ho delle paure infondate. Pazza perchè nessuno al mondo può avere certezze reali. Pazza perchè è inutile che io mi ammazzi di seghe mentali, tanto quel che sarà, sarà. Ma ci sono quei momenti in cui sento proprio quella sensazione che mi sale dallo stomaco e arriva su fino in gola e si blocca lì per qualche minuto, finchè non sento gli occhi che vogliono piangere. E sono paranoica, lo so. Io in questo momento della mia vita ho tutto. Tutto quello che ho sempre voluto. Lavoro. Amore. Tranquillità. Bene, ora ce l'ho. E allora, perchè arrivano quei momenti? La risposta è che non so vivere serenamente. Le componenti poi sono molteplici. Paura. Gelosia. Paranoia. Insicurezza. Mischiamo. Shackeriamo il tutto. Ed esco io. Con le mie duemila seghe mentali. Con i miei attacchi d'ansia. Ammettiamolo, neanche un mese fa, nell'ultimo post, credevo di crescere. Ma in certe cose rimango sempre la solita me.
venerdì 4 febbraio 2011
Never be the same again
Qui si cresce. O per lo meno ci si prova. Lunedì si inizia con una nuova esperienza. Il LAVORO.
Una cosa "da grandi". Una cosa che avevo sempre guardato da lontano e con una certa diffidenza, ma che ultimamente volevo con tutte le mie forze. E finalmente c'è.
Le reazioni sono state le seguenti: gioia, felicità, senso di realizzazione, ansia da prestazione, paura, terrore. Adesso siamo ancora fermi all'ultima. E' strano. Si sta insinuando in me quella sensazione che avevo provato anche a pochi giorni prima della Laurea, l'anno scorso. C'è la consapevolezza di avere raggiunto un obiettivo, quindi sono fiera di me; ma allo stesso tempo c'è il timore di non farcela. La mia vecchia amica "sfiducia in me stessa" mi fa ciao con la manina.
Però stiamo diventando grandi e quindi bisogna saper superare anche questo. E quindi sto crescendo. Credo e spero. Poi ci sono piccolo regressioni. E poi ci sono situazioni che io proprio non so affrontare in maniera matura.
Si dice che crescendo si iniziano a vedere le sfumature, che se nella gioventù è tutto o bianco o nero, con la matirità si inizia ad intravedere il grigio. A me il grigio non piace. Ho solo un maglione grigio e un paio di ballerine grigie. Questa è la riprova che a me il grigio non piace. Io sono ancora per il bianco o il nero. Quindi non mi sorprendo che certe cose io non riesca ad affrontarle come il manuale della brava-ragazza-che-ha-superato-i-venticinque-dovrebbe-comportarsi. Forse riesco a vedere il bianco sporco e il nero opaco, ma al grigio non ci sono ancora arrivata.
Sforzandomi posso forse arrivare al rosso sangue.
Una cosa "da grandi". Una cosa che avevo sempre guardato da lontano e con una certa diffidenza, ma che ultimamente volevo con tutte le mie forze. E finalmente c'è.
Le reazioni sono state le seguenti: gioia, felicità, senso di realizzazione, ansia da prestazione, paura, terrore. Adesso siamo ancora fermi all'ultima. E' strano. Si sta insinuando in me quella sensazione che avevo provato anche a pochi giorni prima della Laurea, l'anno scorso. C'è la consapevolezza di avere raggiunto un obiettivo, quindi sono fiera di me; ma allo stesso tempo c'è il timore di non farcela. La mia vecchia amica "sfiducia in me stessa" mi fa ciao con la manina.
Però stiamo diventando grandi e quindi bisogna saper superare anche questo. E quindi sto crescendo. Credo e spero. Poi ci sono piccolo regressioni. E poi ci sono situazioni che io proprio non so affrontare in maniera matura.
Si dice che crescendo si iniziano a vedere le sfumature, che se nella gioventù è tutto o bianco o nero, con la matirità si inizia ad intravedere il grigio. A me il grigio non piace. Ho solo un maglione grigio e un paio di ballerine grigie. Questa è la riprova che a me il grigio non piace. Io sono ancora per il bianco o il nero. Quindi non mi sorprendo che certe cose io non riesca ad affrontarle come il manuale della brava-ragazza-che-ha-superato-i-venticinque-dovrebbe-comportarsi. Forse riesco a vedere il bianco sporco e il nero opaco, ma al grigio non ci sono ancora arrivata.
Sforzandomi posso forse arrivare al rosso sangue.
mercoledì 2 febbraio 2011
Wannabe
Voglio diventare più sicura. Voglio essere più sicura.
Voglio essere capace di fregarmene di certe cose.
Voglio non avere timore di non farcela.
Voglio non avere timore che da un momento all'altro possa finire.
Voglio credere di più nelle mie potenzialità.
Voglio che questo periodo non finisca mai.
Voglio diventare indipendente.
Voglio continuare a sorridere.
Voglio pensare di poter essere in grado. E crederci. Voglio che la gente mi capisca.
Voglio dimagrire.
Voglio anche una borsa di Vuitton. (#ecco)
Voglio semplicemente essere me. Felice.
Voglio essere capace di fregarmene di certe cose.
Voglio non avere timore di non farcela.
Voglio non avere timore che da un momento all'altro possa finire.
Voglio credere di più nelle mie potenzialità.
Voglio che questo periodo non finisca mai.
Voglio diventare indipendente.
Voglio continuare a sorridere.
Voglio pensare di poter essere in grado. E crederci. Voglio che la gente mi capisca.
Voglio dimagrire.
Voglio anche una borsa di Vuitton. (#ecco)
Voglio semplicemente essere me. Felice.
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